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Stati Generali della bici, l'Italia vuole cambiare strada




Abbassare il limite di velocità a 30 chilometri orari sulle strade urbane (ad eccezione di quelle di grande scorrimento) e invertite le priorità degli investimenti pubblici in materia di mobilità: non più grandi opere ma interventi puntuali a favore di pedoni e ciclisti nelle città. Sono queste alcune delle proposte emerse a Reggio Emilia a conclusione dagli Stati generali della Bicicletta e della Mobilità nuova.

 L’evento nazionale è stato promosso da Anci, Legambiente, Fiab e #salvaiciclisti con la collaborazione del Comune di Reggio Emilia e l’adesione della Presidenza della Repubblica, per parlare di mobilità nuova, ciclabilità e qualità urbana, ma soprattutto per dar vita a cambiamenti concreti basati su impegni vincolanti per le Amministrazioni.

Nella due giorni di lavori – il 5 e 6 ottobre al Centro internazionale Loris Malaguzzi di Reggio - amministratori, tecnici e associazioni di ciclisti si sono confrontati sulle diverse soluzioni praticabili per “far cambiare strada all’Italia” e diffondere nel nostro Paese una cultura della ciclabilità paragonabile a quella del nord Europa. Cinque a riguardo, le aree di riflessione: normativa (modifiche al Codice della strada e altre normative correlate), organizzazione della mobilità urbana (moderazione del traffico, Zone 30, Ztl, Ztm), governance (politiche nazionali, investimenti, incentivi/disincentivi), cultura ed educazione alla mobilità sostenibile (formazione, informazione e comunicazione con l’obiettivo di far crescere l’opinione pubblica sul tema) e reti ciclabili (circuiti nazionali e locali).

Per ognuna di queste aree è stato prodotto un documento che si può scaricare, assieme ad una proposta di sintesi, dal sito della FIAB: http://fiab-onlus.it/bici/attivita/corsi-convegni-e-formazione/item/198-stati-generali-litalia-cambia-strada-serve-una-svolta.html

La FIAB esce da questi Stati Generali rafforzata nel suo ruolo di centro nazionale di competenze specialistiche in materia di mobilità sostenibile. Innumerevoli le citazioni della FIAB da parte di amministratori pubblici intervenuti, a ruba è andato l'ultimo quaderno tecnico del Centro Studi FIAB "Riccardo Gallimbeni" sulla moderazione del traffico; diversi coordinatori dei gruppi di lavoro sono stati uomini FIAB; molti materiali FIAB sono finiti nei documenti finali e molti documenti da altri presentati sono stati attinti da materiali FIAB".



Il quaderno della FIAB sulla moderazione del traffico si può scaricare dal sito www.fiab-areatecnica.it e si può richiedere secondo le modalità indicate nel sito stesso.

Ora gli strumenti per andare "sulla strada giusta" ci sono tutti. Restiamo in attesa che la politica si accorga che la mobilità leggera e sostenibile non è più un accessorio, ma una necessità.

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http://www.fiab-onlus.it

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